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Diario
13 dicembre 2007
PETIZIONE S. EUGENIO: QUOTA 3.000
QUOTA 3.000
Prosegue la raccolta firme per salvare il DEA dell'Ospedale S. Eugenio: la Consulta Socio Sanitaria è attualmente in possesso di quasi 3.000 firme raccolte sul territorio. Da quasi tre settimane anche il Municipio XII si è attivato indicendo una seconda petizione che è possibile firmare presso le tre sedi dell'Ufficio Anagrafico del Municipio Roma XII –
Laurentino, Spinaceto e Vitinia - e presso l'URP della sede del
Laurentino. Non possiamo al momento fornire una cifra esatta, ma pare che si siano raccolte già diverse migliaia di firme. Diverse associazioni attive sul territorio ed alcuni sindacati stanno collaborando alla raccolta delle firme estendendo la mobilitazione oltre i confini del XII Municipio. In questo momento, in cui si rincorrono le voci di un ripensamento da parte dei vertici regionali - ma, allo stesso tempo, i lavori di ristrutturazione previsti nell'ospedale continuano a non partire... - è necessario tenere alta la guardia e continuare a raccogliere quante più firme possibile.
petizione
dea
s. eugenio
| inviato da consultadodici il 13/12/2007 alle 21:31 | |
19 novembre 2007
CIAO, GIANNA
Gianna Missori non c'è più. Tutti gli appartenenti alla Consulta la ricordano con grande riconoscenza e affetto e partecipano al dolore della famiglia, e dei ragazzi e dei volontari del Club degli Hamici.
10 novembre 2007
DEA S. EUGENIO: la mozione presentata dalla Consigliera Laurelli
Di seguito pubblichiamo il testo della mozione che la Consigliera Regionale Luisa Laurelli ha presentato al Consiglio Regionale a favore del mantenimento dell'attuale classificazione (II livello) del DEA del S. Eugenio.
MOZIONE
Oggetto: Mantenimento dell’attuale classificazione del Pronto Soccorso del S. Eugenio quale DEA di II Livello. IL CONSIGLIO REGIONALE
Premesso che la D.G.R. n.420 del 12.06.2007 individua un DEA di I Livello insistente sul S. Eugenio, riproponendo il vecchio modello adottato dal precedente Atto Aziendale e declassando, di fatto, l’attuale DEA elaborato dal nuovo Atto Aziendale n.593 del 18.05.2007, che risponde alle necessità assistenziali dell’Azienda AUSL Roma C; considerato che rispetto alla residue carenze organizzativo-strutturali, la proposta di nuova articolazione organizzativa formulata dalla AUSL Roma C ne prevede il completo superamento, grazie ai seguenti interventi: - Istituzione di un servizio di cardiologia invasiva (emodinamica) - Istituzione di una radiologia interventistica - Attivazione di una unità operativa di Neurochirurgia la cui attività sarà dedicata all’emergenza-urgenza - Implementazione della piattaforma polispecialistica con il Pronto Soccorso pediatrico e ostetrico-ginecologico; tenuto conto che il XII Municipio, che in modo particolare afferisce al S.Eugenio, sarà sede di nuovi insediamenti urbanistici, in continua crescita demografica; che il S. Eugenio si colloca logisticamente nelle immediate vicinanze di grandi arterie stradali ed è collegato, grazie alla rete autostradale, allo scalo aeroportuale internazionale “Leonardo da Vinci ” di Fiumicino; che nel XII Municipio c’è una forte concentrazione di grandi uffici: in particolare, è ormai in fase di completamento il nuovo centro commerciale “Euroma 2”, adiacente al S. Eugenio, mentre nel mese di ottobre p.v. aprirà il cantiere per la realizzazione del nuovo Palazzo dei Congressi “Nuvola” che, su un’area di 27 mila metri quadrati, pure adiacente al nosocomio, ospiterà fino a 11 mila persone; tenuto conto inoltre che, dallo studio del dato epidemiologico, si evidenzia che la domanda di cure in emergenza-urgenza giunge da un’utenza bisognosa di assistenza di elevata complessità, alla quale si può rispondere solo con un imprescindibile potenziamento del DEA del S. Eugenio; IMPEGNA
l’Assessore regionale alla Sanità a mantenere l’attuale classificazione del S. Eugenio quale DEA di II Livello. Roma, 12.9.2007 Luisa Laurelli
9 novembre 2007
CAMPI NOMADI: sgomberi a Tor De' Cenci e Castel Romano
Roma, 8 novembre 2007 - Ancora controlli nei campi nomadi della
Capitale. Ieri si è chiuso il censimento nell'area di Tor de' Cenci,
XII municipio. A fronte di 140 rom che hanno diritto di vivere
all'interno del campo, oggi ce ne sono 350. I 210 in piu' saranno
allontanati nei prossimi giorni. Parola della presidente del XII
municipio Patrizia Prestipino: "Gli uffici del Municipio hanno lavorato
giorno e notte per terminare al piu' presto il censimento. I dati sono
stati comunicati al gabinetto del sindaco che ci ha avvertito che nei
prossimi giorni verrà effettuato uno sgombero". CASTEL ROMANO
- Stessa sorte, nei giorni scorsi, per una ventina di rom che avevano
parcheggiato i loro otto camper fuori dal perimetro del campo nomadi di
Castel Romano, sulla via Pontina, sempre nella XII ex circoscrizione.
Speravano di poter entrare nell'area, ma i rom del campo e i cittadini
della zona, allarmati, hanno telefonato alla presidenza del Municipio.
"Non appena abbiamo ricevuto le segnalazioni - spiega Prestipino - ho
chiesto ai vigili urbani di fare un sopralluogo. Appena i vigili sono
arrivati a Castel Romano, i venti nomadi si sono allontanati
spontaneamente. Oggi (ieri, ndr) - aggiunge - ho chiamato il vice capo
di gabinetto del sindaco Luca Odevaine che mi ha assicurato che si
trattava di uno spostamento spontaneo e non deciso dal Comune''. L'APPELLO
- Prestipino rivolge quindi un appello al prefetto Carlo Mosca, che
incontrera' tra qualche giorno, e alle forze dell'ordine: "Chiedo una
maggiore vigilanza su questo campo e che non venga concesso ad altri
rom di entrare in quello che a Roma e' l'unico vero villaggio della
solidarietà". Fonte: RomaOne.it
4 novembre 2007
Rom, Rumeni, sicurezza, democrazia: poche idee ma confuse
Sul sito del Centro Studi della Consulta, pubblichiamo due interventi sui problemi della sicurezza, dei Rom e dei Rumeni. Il primo è di Barbara Spinelli, ed è apparso su La Stampa di domenica 4/11; il secondo è di Stefano Rodotà ed è stato pubblicato da Repubblica il 3/11. Nel delirio politico mediatico di questi giorni ci paiono due fari di saggezza e, soprattutto, di democrazia.
2 novembre 2007
ASSEMBLEA DELLA CONSULTA 8 novembre ore 17.00
L'Assemblea della Consulta Socio Sanitaria è convocata per giovedì 8 novembre 2007, alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare del Municipio XII (Via Ignazio Silone, I Ponte), con il seguente ordine del giorno:
- Declassamento DEA S. Eugenio: petizione e altre iniziative.
- Aggiornamento sullo stato dei servizi sanitari territoriali.
- Delibera di Giunta Regionale 433/07 e integrazione socio – sanitaria: quali novità per il territorio.
- Varie ed eventuali.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
27 ottobre 2007
DEA S.EUGENIO: i banner per la petizione
Questi sono i banner della campagna per salvare il DEA del S. Eugenio. Chi ha un sito internet e vuole pubblicizzare la campagna può prelevare le immagini copiando e incollando i relativi codici:
1) BANNER 300 X 80
 <a href="http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio/">
<img src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/25613/BANNERDEA.JPG"></a>
2) BANNER 120 X 120

<a href="http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio/"> <img src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/25613/BANN_AN_DEA.gif"></a>
petizione
banner
dea s. eugenio
| inviato da consultadodici il 27/10/2007 alle 21:52 | |
24 ottobre 2007
DEA S. EUGENIO: mozione al Consiglio Regionale
L'on. Luisa Laurelli ha presentato al Consiglio Regionale una mozione per il Mantenimento dell’attuale classificazione del Pronto Soccorso del S. Eugenio quale DEA di II Livello. A breve pubblicheremo il testo della mozione.
Continua, intanto, la petizione FIRMA!
21 ottobre 2007
Lettera alla Presidente Prestipino su nomadi e filo spinato
Cara Presidente,
ho letto con preoccupazione le
dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcune mamme rappresentanti dei
genitori delle scuole di Spinaceto e Vitinia che, in sostanza, chiedono più
filo spinato per proteggere i loro bambini dalle incursioni di piccoli nomadi
nelle scuole dei due quartieri.
Come presidente della Consulta Socio
Sanitaria, che si è occupata più volte del problema nomadi, ti esprimo la mia
totale solidarietà per l’oggettiva difficoltà che situazioni come questa
comportano per te in quanto Presidente di un Municipio “di frontiera”.
Mi faccio allora alcune domande,
dal momento che non sono in grado di suggerire risposte ad un problema che – ne
sono assolutamente convinto – non si risolve con i provvedimenti che può
prendere un Municipio e nemmeno un Comune, fosse pure quello di Roma. Il
problema dei nomadi – l’ha recentemente riconosciuto anche il Presidente Prodi,
dopo cinquant’anni di colpevole indifferenza da parte delle istituzioni – è un
problema politico, che ha dunque poco a che vedere, se non in termini
contingenti, con la pubblica sicurezza o la salute della collettività: è la
rimozione istituzionale, in corso da almeno cinquanta anni, a produrre emergenze
locali sempre più gravi. Sino a quando un governo, quale che sia, non deciderà
di affrontare il tema, non basteranno chilometri di filo spinato per modificare
la percezione di sicurezza dei cittadini e contenere i fenomeni malavitosi
connessi alla presenza dei campi nomadi.
Le domande che mi pongo, e che
penso molti cittadini si pongano, sono: per quale motivo i ragazzini (nomadi o
non nomadi) sorpresi a mendicare, rubare o molestare non vengono allontanati
dalle famiglie di origine (nomadi o non nomadi) e affidati a comunità di
recupero e di integrazione e perché i genitori non vengono messi nelle
condizioni di non poter, almeno temporaneamente, avere voce in capitolo
nell’educazione dei loro figli? Perché la pubblica sicurezza non interviene con
l’arresto dei responsabili (nomadi o non nomadi) o anche solo con la “bonifica”
dei campi? A Tor de Cenci è stimata la presenza di un numero doppio di
occupanti rispetto al previsto: chi ha diritto di stare dentro e chi, invece, è
abusivo e occupa senza averne titolo? Se ci sono clandestini (nomadi o non
nomadi), perché non vengono espulsi? E perché la pubblica sicurezza non
garantisce il ripristino della legalità? Quali forze o interessi si oppongono a
che le persone oneste (nomadi o non nomadi) possano essere integrate e
rispettate e quelle disoneste (nomadi o non nomadi) punite od espulse? Chi sono
i rappresentanti dei campi nomadi? Vengono democraticamente eletti dalle
rispettive comunità? Se si, sono stati convocati presso l’Osservatorio per la
sicurezza e l’integrazione? Se no, perché non si impongono – si, si impongono!
– regole democratiche di rappresentanza? Non vorrei che un malinteso senso di
solidarietà portasse qualcuno a credere che il ripristino di condizioni di
legalità danneggi le popolazioni residenti nei campi nomadi. Campi che non
dovrebbero esistere più da molto tempo, dal momento che, un anno si e l’altro
pure, l’Italia colleziona condanne dall’Unione Europea in relazione al modo in
cui “ospita” Rom, Sinti e Camminanti. E nemmeno vorrei che ancora fosse
radicata la convinzione secondo cui la delinquenza (nomade o non nomade)
sarebbe figlia della povertà e della marginalità: una goccia di verità in un
mare di falsità.
Per concludere - sull’argomento
ho già scritto molto in passato e sul sito della Consulta ci sono diversi
documenti in merito - non ritengo che muri o fili spinati abbiano qualcosa a
che vedere con la tematica dei nomadi. Se si vogliono costruire trincee col
reticolato, lo si faccia pure, quando questo serva a rafforzare il senso di sicurezza
dei cittadini: non sarà certo il filo spinato a trasformarci tutti in razzisti
e xenofobi, ammesso che già non lo siamo, e per l’Europa lo siamo eccome. D’altronde,
le spine verrebbero messe intorno alle scuole e non ai campi nomadi: al di là
dell’orrore, non vorrei essere nei panni di quei genitori cui toccherà spiegare
ai figli perché la scuola che frequentano somiglia ad un bunker e non
suggerisce né integrazione né apertura al mondo e al territorio, cioè
“e-ducazione” (portare fuori, condurre fuori…). Ma è sempre meglio che cingere
di ferro, magari elettrificato, i campi (ne sono certo, non manca molto tempo a
questa richiesta). E tuttavia, rimango
convinto di due cose: la prima è che il senso di sicurezza dei cittadini non
aumenterà granché ma, anzi, separando e segregando non potrà che crescere la
paura, la diffidenza e la richiesta di ulteriori protezioni, portando ad
un’escalation – questa si – difficilmente controllabile; la seconda è che non
si sarà fatto assolutamente nulla per affrontare la questione nomadi. Il dato
certo e incontrovertibile è che il cinismo – non riesco a definirlo
diversamente – dei governi nazionali fin qui succedutisi ci procurerà ulteriori
condanne in ambito europeo e, tra non molto, sanzioni anche economiche. E a
pagarne principalmente le spese saranno i cittadini e i Municipi “di frontiera”,
che non possono affrontare un problema che è, prima di tutto, nazionale e politico,
e non comunale o municipale. Per quanta buona volontà e impegno sincero possano
metterci. Chiudo, Presidente, con le parole che Paolo Flores D’Arcais ha
scritto qualche giorno fa su Liberazione: “La
democrazia riconosce i diritti degli individui, non delle culture. Il voto per
"testa" non per "ordine". Né per famiglia, clan, etnia,
congregazione, fede, cultura. E per parafrasare il vecchio Marx (dimenticato
puntualmente proprio in ciò che sarebbe attuale), una "cultura" può
essere libera senza che siano liberi coloro che vi appartengono [...]”
Anche “ […] quel cittadino in formazione
che è il minorenne ha diritto alle sue future libertà e all'educazione critica
che le rende possibili, e dunque deve essere difeso dalla Repubblica anche
rispetto a pretese illiberali della famiglia e relativa "cultura".”
In queste parole, cara
Presidente, credo ci sia la soluzione anche concreta del problema. Al di là dei
fili spinati più o meno comprensibilmente invocati.
Auguri di buon lavoro e cari
saluti
Fabio Meloni
20 ottobre 2007
Lettera ai Comitati di Quartiere sulla sanità territoriale
Gentili Presidenti,
mi rivolgo a Voi per segnalare la
grave situazione che si sta determinando nel territorio del XII Municipio in
relazione ai servizi sanitari sia territoriali che ospedalieri.
LA SITUAZIONE DELLA SANITA’ IN
XII
E’ cosa nota che nel nostro
distretto la sanità territoriale, da dieci anni a questa parte, sia fortemente
in crisi, nonostante le capacità e il valore dei professionisti e del personale
impiegato: in particolare, al degrado materiale delle strutture si è sommata la
totale assenza di investimenti minimi che avrebbero consentito una buona
conservazione dell’esistente; inoltre, la mancata implementazione di servizi
che già molti anni fa, con una popolazione nettamente inferiore rispetto a
quella attuale, erano riconosciuti come urgenti ed indifferibili, ha
contribuito ad aggravare il quadro. Se da un lato – tanto per fare alcuni
esempi non esaustivi della gravità della situazione – il Consultorio di via
Stame – unico per 170.000 abitanti - va incontro ad una decadenza strutturale
progressiva o il servizio tossicodipendenze continua ad essere ospitato in
container da cantiere edile o, ancora, il Poliambulatorio di Vitinia risulta
inaccessibile alle persone disabili (nessuna rampa mobile e nessun ascensore),
dall’altro non sono mai stati realizzati un Presidio per le Cure Primarie, o
una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) oppure un Centro Alzheimer,
malgrado il susseguirsi di innumerevoli progetti in merito – con un costo
economico non indifferente - e nonostante l’emergenza a livello demografico,
dal momento che le persone con patologie legate alla demenza senile o affette
da disturbi cronici sono in costante aumento ed in percentuale più elevata nel
dodicesimo municipio rispetto alla media cittadina.
A tutto ciò si è aggiunta, ultimamente,
la decisione della Giunta Regionale di declassare il Dipartimento Emergenza e
Accettazione dell’ospedale S. Eugenio. In pratica, le emergenze del pronto
soccorso che necessitano di prestazioni specialistiche dovranno proseguire la
loro corsa almeno fino al San Camillo, con conseguenze facilmente intuibili sia
in termini di tempestività degli interventi sia di sovraffollamento.
IL QUADRO GENERALE
Sarete certamente a conoscenza
del fatto che la sanità laziale versa in condizioni disperate: il commissariamento
è un fantasma che si sta facendo, giorno dopo giorno, sempre più concreto. In
tal senso, tagli e risparmi sono necessari ed inderogabili e richiedono la
collaborazione e la comprensione di tutti, cittadini compresi. E tuttavia –
confortato anche da diverse analisi sul piano di rientro sanitario condotte da
autorevoli esponenti del mondo accademico e di quello sindacale – sono convinto
che le ragioni principali dell’inefficacia del piano, soprattutto nel medio e
lungo periodo, saranno due: 1) la mancata realizzazione di quelle strutture
(RSA, week hospital, centri alzheimer, presidi di cure primarie) che
consentirebbero di alleggerire fortemente il carico ospedaliero con un notevole
risparmio soprattutto nel medio-lungo periodo; 2) la crescita della spesa
pubblica per la sanità privata convenzionata, che non è stata sostanzialmente
toccata dal piano di rientro. Sanità privata che – beninteso – è una risorsa preziosa
e fondamentale, ma che, a differenza del pubblico, può permettersi di
“scegliere” i pazienti in base a convenienze di tipo economico, lasciando al
pubblico tutto ciò che è “ in perdita”. In tal senso, l’apertura del
Policlinico di Trigoria (450 nuovi posti letto, con un investimento di fondi
statali nel biennio 2004/2005 di oltre 50 milioni di euro) ha senz’altro
qualcosa a che vedere con il degrado (prima) e il declassamento (poi) del DEA
del S. Eugenio. Vi è anche una ragione ulteriore, di carattere più marcatamente
politico: un governo centrale che riversa costantemente e automaticamente
risorse finanziarie aggiuntive su una sanità sempre più collassata – e questo è
avvenuto di continuo e indipendentemente dal colore politico dei soggetti in
gioco - non favorisce di sicuro una chiara assunzione di responsabilità da
parte degli amministratori locali e, anzi, finisce per oscurare sprechi,
privilegi e interessi non proprio limpidi: Lady ASL docet.
QUALI CAMBIAMENTI?
Nel corso dell’ultima assemblea
della Consulta, tenutasi il 4 ottobre u.s., un autorevole rappresentante della
ASL locale ha chiaramente affermato che, soprattutto in relazione a determinate
problematiche, solo la mobilitazione organizzata dei cittadini potrebbe portare
a mutamenti di rotta nella strategia politica seguita finora; strategia che,
purtroppo, sembra orientata a equiparare erroneamente il concetto di “taglio”
con quello di “razionalizzazione”: è facilmente intuibile, infatti, che i tagli
non comportano, di per sé, né una razionalizzazione né, molto spesso, un
risparmio “stabile”, cioè duraturo nel tempo, e che, viceversa, una “razionalizzazione”
che generi risparmio non coincide necessariamente con tagli indiscriminati dei
servizi. Se è certamente condivisibile l’affermazione secondo cui “La
salute dipende da fattori biologici, sociali, economici, ambientali e, in misura
minoritaria, dai sistemi sanitari.” e che “Le caratteristiche sociali ed economiche
degli individui e della popolazione sono, in particolare, i più
importanti determinanti della salute.” (ASP Lazio, Informazioni sulla salute della
popolazione, Roma 2001 – 2005; Guida alla Lettura) è altrettanto vero che la
sanità pubblica romana vive da troppi anni uno stato di degrado sempre più
avanzato e senza che ciò abbia comportato alcun vantaggio almeno per le tasche
dei cittadini. La sanità produce un debito spaventoso e i cittadini non hanno
guadagnato né libertà di scelta per le cure né informazione adeguata. L’Euro Health Consumer
Index, la classifica annuale dei sistemi sanitari nazionali
europei, considerati sotto cinque aspetti fondamentali per i consumatori: i diritti e l’informazione
dei pazienti, i tempi di attesa per trattamenti comuni, i risultati delle
terapie, la generosità del sistema e l’accesso ai farmaci, per il 2007 ha assegnato al
sistema sanitario nazionale italiano il diciottesimo posto in classifica su 29
Paesi. In altre parole, sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità
consideri quello italiano il secondo migliore sistema sanitario nazionale al
mondo - e ciò è sicuramente vero - dal punto di vista del cittadino consumatore
e utente la soddisfazione, l’efficacia e l’efficienza crollano.
LE TRE PROPOSTE PER IL TERRITORIO
Tutto ciò premesso, rivolgo a
Voi, in quanto Presidenti di Comitati di Quartiere e, dunque, certamente in
contatto con un grande numero di cittadini, l’invito a concentrare le energie e
gli sforzi su almeno tre questioni assolutamente centrali per il territorio e
per la salute delle persone che vi risiedono:
1) la petizione per annullare il declassamento del S. Eugenio, con
l’obiettivo di raggiungere almeno 5000 firme in tre mesi; la petizione si può
firmare online a questo indirizzo: http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio
E’ anche possibile scaricare,
sempre allo stesso indirizzo, il modulo per la raccolta firme in cartaceo. L’obiettivo
di questa iniziativa è di mantenere inalterata la risposta alle emergenze in un
quadrante cittadino che accoglie pazienti provenienti anche da tutto
l’hinterland e oltre.
2) l’organizzazione di iniziative
opportune per ottenere la realizzazione
della Residenza Sanitaria Assistenziale, che è un presidio di fondamentale
importanza soprattutto per le persone anziane e sole. Il progetto esiste -
ormai definitivo - la sede anche (la ex Casa della bambina Giuliano Dalmata) ma
tutto è fermo da oltre dieci anni. L’obiettivo è la riduzione della domanda di
posti letto ospedalieri e una migliore allocazione delle risorse destinate
all’assistenza. Le Rsa sono strutture di accoglienza che permettono
all’assistito di vivere un ambiente vicino a quello domestico, con una maggiore
presenza delle persone care, un’assistenza più adeguata alla tipologia
necessaria al paziente ed un costo decisamente minore rispetto al posto letto
ospedaliero o in casa di cura. In media, un
posto in casa di cura costa quasi quanto tre posti di Rsa.
3) la realizzazione, nei locali
del terzo ponte di via Silone – già ristrutturati e predisposti da circa un
anno - del Presidio Integrato di Cure
Primarie, vera e propria “Casa della Salute” specificamente orientata alla
cura delle cronicità. Anche in questo caso l’obiettivo è la riduzione della
domanda di posti letto e prestazioni ospedaliere, migliorando non solo
l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure ma anche la relazione medico
– paziente.
Tali obiettivi – come si può
facilmente intuire - non sono in contrasto con una logica di rientro dal
deficit ma, al contrario, perseguono lo scopo di fornire servizi migliori ai
cittadini ad un costo minore di quello attualmente sostenuto, suggerendo alla
parte politica che all’equazione “taglio = risparmio” andrebbe affiancata anche
quella: “razionalizzazione = risparmio”. Si tratta di tre obiettivi “di minimo”,
largamente condivisibili e capaci di aggregare un gran numero di cittadini. Sono
ovviamente disponibile per chiarimenti, suggerimenti, proposte, controproposte
e critiche in merito a quanto sin qui affermato. Mi scuso per la lunghezza di
questa lettera ma la complessità degli argomenti trattati necessitava della
massima chiarezza. Allego alla presente, per praticità, il testo della
petizione per il DEA del S. Eugenio e il modulo per la raccolta firme in
cartaceo (per chi non volesse o potesse aderire attraverso il sito internet
sopra indicato).
Vi ringrazio dell’attenzione e, certo
della Vostra collaborazione, rimango in attesa di un gradito riscontro.
Cordiali Saluti Fabio Meloni
20 ottobre 2007
Commento/ Se l'ospedale piange, il territorio non ride
E’ del periodo
ferragostano la notizia che il Dipartimento Emergenza e Accettazione
del S. Eugenio è stato declassato dal II al I livello. Scarsissima
l’informazione in merito, fatta eccezione per qualche trafiletto tra la
seconda e la terza settimana di agosto nelle cronache locali di alcuni
quotidiani. Il declassamento del DEA comporta la soppressione delle
prestazioni specialistiche legate all’emergenza e avrà come probabile
effetto un sovraccarico di altri DEA di secondo livello presenti in
città. In pratica, la corsa delle ambulanze proseguirà dal S. Eugenio
al S. Camillo. Il territorio del XII Municipio perde un servizio
importante ma, in realtà, è l’intero quadrante sud ovest della città a
subire il colpo. La Consulta Socio Sanitaria, all’inizio di settembre,
ha lanciato una petizione popolare per chiedere alla Giunta Regionale
di rivedere la sua decisione; il Municipio XII ha espresso
preoccupazione per il declassamento del DEA ed anche la ASL RM C ha
tentato di opporsi al provvedimento, ma sinora non si è ottenuto alcun
risultato, mentre fonti attendibili parlano di impresa disperata, se
non impossibile.
Nessuno dubita del
fatto che la sanità laziale sia in condizioni, soprattutto economiche,
pressoché tragiche. Debiti per miliardi di euro, carenze strutturali
preoccupanti, sprechi un po’ ovunque, gestione irrazionale, inefficace
ed inefficiente di molte risorse. Nessuno ha l’impudenza di opporsi ad
un piano di rientro che non può che essere, vista la situazione, di
lacrime e sangue e che, prevedibilmente, mancherà in parte gli
obiettivi. Ma se questo è vero, per quale motivo la maggior parte delle
ASL non ha ancora messo in atto quelle iniziative (week hospital,
presidi per le cure primarie, RSA, ospedali di comunità) che
rappresentano una risorsa strategicamente fondamentale di fronte alla
necessità di deospedalizzazione e, quindi, di risparmio? Per quale
motivo, invece, con una sanità pubblica sull’orlo del baratro, nascono
e vengono generosamente finanziati - nonché pubblicamente convenzionati
- nuovi enormi centri privati dotati di centinaia di posti letto come,
ad esempio, il nuovo Policlinico di Trigoria annesso al Campus
Biomedico? Se le parole d’ordine sono risparmio e razionalizzazione
perché tutto si riduce ad un taglio dei posti letto che riguarda
unicamente la sanità pubblica? Nella logica - e nella pratica - del
piano di rientro, ci sono troppi buchi neri che i cittadini – ma forse
non solo i cittadini – fanno fatica a capire. E quando si fa fatica a
capire, quando nessuno spiega - perché non sente il dovere di farlo -
quando il profumo dell’ottimismo comincia a diventare fastidioso olezzo
di propaganda nascono inevitabili sospetti. La lettura dei giornali,
d’altronde, lascia poco – o molto - spazio all’immaginazione: i
sindacalisti, implacabili, accusano i direttori delle ASL di fare i
furbi; questi, a loro volta, piangono miseria e accusano i politici di
scarso senso pratico – di essere, cioè, o buoni a nulla
o capaci veramente di tutto – ma gli stessi politici, in modo
inimitabile, sparano nel mucchio di quei manager che loro stessi hanno
scelto, lamentandone inefficienze e inoperosità. Nello scaricabarile
quotidiano l’unico elemento di stabilità sono i nomi dei protagonisti:
sempre gli stessi. Una noia mortale, un vero attentato – questo si –
alla salute pubblica. Al di là della propensione cabarettistica di
alcuni dei protagonisti, però, i fatti sono altri e, di solito, non
riempiono lenzuolate di giornali. Nel distretto XII della ASL RM C non
esiste una RSA ma sopravvive, invece, il relativo progetto che viene
fatto e disfatto da almeno quindici anni: Penelope a confronto era una
dilettante; il SERT accoglie i tossicodipendenti, come terremotati, nei
container; l’unico Consultorio (per quasi 200.000 abitanti) è in
condizioni strutturali disperate; non si riesce ad aprire un servizio
per i disabili adulti; lo screening mammario – oramai sospeso con
modalità poco chiare - è un fantasma che non ha mai prodotto né dati né
rapporti attendibili, cioè controllabili e verificabili; ci sono
poliambulatori ancora non accessibili alle persone disabili (ma anche
alle donne incinta o agli anziani); il presidio integrato di cure
primarie – quello che avrebbe dovuto essere una delle prime “Case della
salute”, orgoglio e vanto, a parole, del Ministro Turco –
non viene finanziato dalla Regione: in questa palude, a cui è
sconosciuta persino la dinamicità delle sabbie mobili che, perlomeno,
talvolta qualcosa la ingoiano, l’unica novità di rilievo degli ultimi
anni – regnante, cioè, Lady ASL - è stata l’apertura di un nuovo
Consultorio, peraltro a mezzo servizio. Al di là di tutti i proclami e
degli scambi di accuse quotidiani secondo copione, questa è la realtà.
La delusione e la frustrazione incombono; le elezioni regionali non
ancora, ma il commissariamento è alle porte. Fabio Meloni
20 ottobre 2007
TEAM PER L'EDUCAZIONE SESSUALE AGLI ADOLESCENTI
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI COORDINAMENTO PER L'EDUCAZIONE SESSUALE NEL MUNICIPIO XII
23 OTTOBRE 2007
SALA ROTONDA DISTRETTO XII VIA MAROTTA 11
ORE 16.30
INTERVENGONO:
Dott.ssa Elisabetta Paccapelo Dott. Antonio Paone Dott. Rosario Mete Dott. Giuseppe Milone Dott. Alberto De Filippis Dott. Massimo Gasperini Dott.ssa Patrizia Magliocchetti Dott.ssa Rita Santodonato
14 ottobre 2007
NUOVO INDIRIZZO
Questo sito è ora raggiungibile anche all'indirizzo:
www.consultasociosanitaria.it
6 ottobre 2007
PETIZIONE: CONTRO IL DECLASSAMENTO DEL DEA DEL S. EUGENIO
Il DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) dell'Ospedale S.
Eugenio e' stato declassato da secondo a primo livello: ci saranno meno
prestazioni e meno servizi per i cittadini proprio mentre nello stesso
presidio sono imminenti i lavori per potenziare la risposta alle
emergenze.
Il declassamento del DEA del S. Eugenio, unico di secondo livello
in questo quadrante urbano, e' stato deliberato dalla Giunta Regionale
(Del.n 420 del 12 giugno) e coincide, curiosamente, con l'entrata in
funzione del policlinico Campus Biomedico di Trigoria. In seguito alla
Delibera, il DEA del Sant'Eugenio non potra' piu' fornire le
prestazioni di alta specialita' legate all'emergenza (ad es.:
cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale, chirurgia
vascolare, chirurgia toracica).
Preso atto di ciò, la Consulta Socio Sanitaria del Municipio XII e i sottoelencati cittadini:
- esprimono ferma contrarieta’ alla delibera della Giunta Regionale di declassare il DEA dell'Ospedale Sant'Eugenio;
- protestano vivamente contro tale ennesima decisione, riguardante
l'assetto e la funzionalita' dei servizi sanitari sul territorio,
orientata, ancora una volta, alla contrazione e alla riduzione di
risorse e di servizi, sia a livello di sanita' territoriale che
ospedaliera;
- chiedono che tale declassamento venga revocato immediatamente e senza indugio.
AVVERTENZE PER IL BUON ESITO DELLA PETIZIONE:
Per il buon esito di questa petizione e' necessario che ogni
persona che decide di firmare inoltri, via email, la segnalazione della
petizione ad almeno altre tre persone, possibilmente residenti o
lavoratori nel territorio del XII Municipio.
Basta inviargli una mail copiando e incollando l'indirizzo della pagina
in cui è ospitata la petizione:
http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio/ Grazie!
5 ottobre 2007
SPECIALE ELETTROMAGNETISMO: il manuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità
Allo scopo di fornire un contributo informativo alla popolazione su natura ed effetti dell'elettromagnetismo, la Consulta Socio Sanitaria propone un manuale originariamente pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della
Sanità, nel 2002, in lingua inglese con il titolo 'Establishing a
Dialogue on Risks from Electromagnetic Fields'. L'Istituto Superiore di Sanità ne ha curato la versione italiana. Il Manuale, scritto con un linguaggio semplice ed accessibile e di dimensioni ridotte, può essere scaricato cliccando sulla figura.
4 ottobre 2007
ANTENNA FONTE MERAVIGLIOSA: revocato il nulla osta
Il DIpartimento XX del Comune di Roma ha definitivamente revocato la concessione del nulla osta all'edificazione dell'antenna per telefonia mobile sita in via Meldola in località Fonte Meravigliosa. Qui il testo della revoca.
4 ottobre 2007
DEMOCRAZIA E LIBERTA' IN BIRMANIA: la Consulta Socio Sanitaria aderisce alla campagna internazionale
2 ottobre 2007
ASSEMBLEA DELLA CONSULTA: 4 OTTOBRE 2007
Il giorno 4 Ottobre 2007, giovedì, è convocata alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare del Municipio XII (Viale Ignazio Silone, I Ponte), l’Assemblea della Consulta Socio Sanitaria, con il seguente ordine del giorno:
- Aggiornamenti sullo stato dei servizi sanitari nel territorio municipale. - Situazione emergenze per ambiente e salute nel territorio municipale. - Varie ed eventuali. La cittadinanza è caldamente invitata a partecipare.
assemblee
consulta
| inviato da consultadodici il 2/10/2007 alle 11:13 | |
26 settembre 2007
FESTA DELLA SOLIDARIETA' - 6 OTTOBRE 2007
17 settembre 2007
GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER: 19 SETTEMBRE 2007
19 SETTEMBRE 2007
Campidoglio Sala della Protomoteca
CONVEGNO
in occasione della
GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER
organizzato da
Società Italiana di Gerontologia e Geriatria Associazione Italiana di Psicogeriatria Associazione Alzheimer Uniti Comune di Roma Assessorato alle Politiche Sociali e alla promozione della salute
con il Patrocinio di
Ministero della Salute Ministero della Solidarietà Sociale Regione Lazio Provincia di Roma
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