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Diario


13 dicembre 2007

PETIZIONE S. EUGENIO: QUOTA 3.000


QUOTA 3.000


Prosegue la raccolta firme per salvare il DEA dell'Ospedale S. Eugenio: la Consulta Socio Sanitaria è attualmente in possesso di quasi 3.000 firme raccolte sul territorio. Da quasi tre settimane anche il Municipio XII si è attivato indicendo una seconda petizione che è possibile firmare presso le tre sedi dell'Ufficio Anagrafico del Municipio Roma XII – Laurentino, Spinaceto e Vitinia - e presso l'URP della sede del Laurentino. Non possiamo al momento fornire una cifra esatta, ma pare che si siano raccolte già diverse migliaia di firme.
Diverse associazioni attive sul territorio ed alcuni sindacati stanno collaborando alla raccolta delle firme estendendo la mobilitazione oltre i confini del XII Municipio. In questo momento, in cui si rincorrono le voci di un ripensamento da parte dei vertici regionali - ma, allo stesso tempo, i lavori di ristrutturazione previsti nell'ospedale continuano a non partire... - è necessario tenere alta la guardia e continuare a raccogliere quante più firme possibile.




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19 novembre 2007

CIAO, GIANNA


Gianna Missori non c'è più.

Tutti gli appartenenti alla Consulta la ricordano con grande riconoscenza e affetto e partecipano al dolore della famiglia, e dei ragazzi e dei volontari del Club degli Hamici.



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10 novembre 2007

DEA S. EUGENIO: la mozione presentata dalla Consigliera Laurelli


Di seguito pubblichiamo il testo della mozione che la Consigliera Regionale Luisa Laurelli ha presentato al Consiglio Regionale a favore del mantenimento dell'attuale classificazione (II livello) del DEA del S. Eugenio.


MOZIONE


Oggetto: Mantenimento dell’attuale classificazione del Pronto Soccorso del S. Eugenio quale DEA di II Livello.

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che la D.G.R. n.420 del 12.06.2007 individua un DEA di I Livello insistente sul S. Eugenio, riproponendo il vecchio modello adottato dal precedente Atto Aziendale e declassando, di fatto, l’attuale DEA elaborato dal nuovo Atto Aziendale n.593 del 18.05.2007, che risponde alle necessità assistenziali dell’Azienda AUSL Roma C;

considerato che rispetto alla residue carenze organizzativo-strutturali, la proposta di nuova articolazione organizzativa formulata dalla AUSL Roma C ne prevede il completo superamento, grazie ai seguenti interventi:
-    Istituzione di un servizio di cardiologia invasiva (emodinamica)
-    Istituzione di una radiologia interventistica
- Attivazione di una unità operativa di Neurochirurgia la cui attività sarà dedicata all’emergenza-urgenza
- Implementazione della piattaforma polispecialistica con il Pronto Soccorso pediatrico e ostetrico-ginecologico;

tenuto conto che il XII Municipio, che in modo particolare afferisce al S.Eugenio, sarà sede di nuovi insediamenti urbanistici, in continua crescita demografica;
che il S. Eugenio si colloca logisticamente nelle immediate vicinanze di grandi arterie stradali ed è collegato, grazie alla rete autostradale, allo scalo aeroportuale internazionale “Leonardo da Vinci ” di Fiumicino;
che nel XII Municipio c’è una forte concentrazione di grandi uffici: in particolare, è ormai in fase di completamento il nuovo centro commerciale “Euroma 2”, adiacente al S. Eugenio, mentre nel mese di ottobre p.v. aprirà il cantiere per la realizzazione del nuovo Palazzo dei Congressi “Nuvola” che, su un’area di 27 mila metri quadrati, pure adiacente al nosocomio, ospiterà fino a 11 mila persone;

tenuto conto inoltre che, dallo studio del dato epidemiologico, si evidenzia che la domanda di cure in emergenza-urgenza giunge da un’utenza bisognosa di assistenza di elevata complessità, alla quale si può rispondere solo con un imprescindibile potenziamento del DEA del S. Eugenio;

IMPEGNA

l’Assessore regionale alla Sanità a mantenere l’attuale classificazione del S. Eugenio quale DEA di II Livello.

Roma, 12.9.2007

Luisa Laurelli




9 novembre 2007

CAMPI NOMADI: sgomberi a Tor De' Cenci e Castel Romano

Roma, 8 novembre 2007 - Ancora controlli nei campi nomadi della Capitale. Ieri si è chiuso il censimento nell'area di Tor de' Cenci, XII municipio. A fronte di 140 rom che hanno diritto di vivere all'interno del campo, oggi ce ne sono 350. I 210 in piu' saranno allontanati nei prossimi giorni. Parola della presidente del XII municipio Patrizia Prestipino: "Gli uffici del Municipio hanno lavorato giorno e notte per terminare al piu' presto il censimento. I dati sono stati comunicati al gabinetto del sindaco che ci ha avvertito che nei prossimi giorni verrà effettuato uno sgombero".

CASTEL ROMANO - Stessa sorte, nei giorni scorsi, per una ventina di rom che avevano parcheggiato i loro otto camper fuori dal perimetro del campo nomadi di Castel Romano, sulla via Pontina, sempre nella XII ex circoscrizione. Speravano di poter entrare nell'area, ma i rom del campo e i cittadini della zona, allarmati, hanno telefonato alla presidenza del Municipio. "Non appena abbiamo ricevuto le segnalazioni - spiega Prestipino - ho chiesto ai vigili urbani di fare un sopralluogo. Appena i vigili sono arrivati a Castel Romano, i venti nomadi si sono allontanati spontaneamente. Oggi (ieri, ndr) - aggiunge - ho chiamato il vice capo di gabinetto del sindaco Luca Odevaine che mi ha assicurato che si trattava di uno spostamento spontaneo e non deciso dal Comune''.

L'APPELLO - Prestipino rivolge quindi un appello al prefetto Carlo Mosca, che incontrera' tra qualche giorno, e alle forze dell'ordine: "Chiedo una maggiore vigilanza su questo campo e che non venga concesso ad altri rom di entrare in quello che a Roma e' l'unico vero villaggio della solidarietà".

Fonte: RomaOne.it


4 novembre 2007

Rom, Rumeni, sicurezza, democrazia: poche idee ma confuse

Sul sito del Centro Studi della Consulta, pubblichiamo due interventi sui problemi della sicurezza, dei Rom e dei Rumeni. Il primo è di Barbara Spinelli, ed è apparso su La Stampa di domenica 4/11; il secondo è di Stefano Rodotà ed è stato pubblicato da Repubblica il 3/11. Nel delirio politico mediatico di questi giorni ci paiono due fari di saggezza e, soprattutto, di democrazia.



2 novembre 2007

ASSEMBLEA DELLA CONSULTA 8 novembre ore 17.00

L'Assemblea della Consulta Socio Sanitaria è convocata per giovedì 8 novembre 2007, alle ore 17.00, presso la Sala Consiliare del Municipio XII (Via Ignazio Silone, I Ponte), con il seguente ordine del giorno:

- Declassamento DEA S. Eugenio: petizione e altre iniziative.

- Aggiornamento sullo stato dei servizi sanitari territoriali.

- Delibera di Giunta Regionale 433/07 e integrazione socio – sanitaria: quali novità per il territorio.

- Varie ed eventuali.

La cittadinanza è invitata a partecipare.




27 ottobre 2007

DEA S.EUGENIO: i banner per la petizione

Questi sono i banner della campagna per salvare il DEA del S. Eugenio. Chi ha un sito internet e vuole pubblicizzare la campagna può prelevare le immagini copiando e incollando i relativi codici:

1) BANNER 300 X 80




<a href="http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio/">
<img src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/25613/BANNERDEA.JPG"></a>


2) BANNER 120 X 120




<a href="http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio/">
<img src="http://www.go.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/25613/BANN_AN_DEA.gif"></a>




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24 ottobre 2007

DEA S. EUGENIO: mozione al Consiglio Regionale


L'on. Luisa Laurelli ha presentato al Consiglio Regionale una mozione per il Mantenimento dell’attuale classificazione del Pronto Soccorso del S. Eugenio quale DEA di II Livello.  A breve pubblicheremo il testo della mozione.

Continua, intanto, la petizione

FIRMA!





21 ottobre 2007

Lettera alla Presidente Prestipino su nomadi e filo spinato

Cara Presidente,

ho letto con preoccupazione le dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcune mamme rappresentanti dei genitori delle scuole di Spinaceto e Vitinia che, in sostanza, chiedono più filo spinato per proteggere i loro bambini dalle incursioni di piccoli nomadi nelle scuole dei due quartieri.

Come presidente della Consulta Socio Sanitaria, che si è occupata più volte del problema nomadi, ti esprimo la mia totale solidarietà per l’oggettiva difficoltà che situazioni come questa comportano per te in quanto Presidente di un Municipio “di frontiera”.

Mi faccio allora alcune domande, dal momento che non sono in grado di suggerire risposte ad un problema che – ne sono assolutamente convinto – non si risolve con i provvedimenti che può prendere un Municipio e nemmeno un Comune, fosse pure quello di Roma. Il problema dei nomadi – l’ha recentemente riconosciuto anche il Presidente Prodi, dopo cinquant’anni di colpevole indifferenza da parte delle istituzioni – è un problema politico, che ha dunque poco a che vedere, se non in termini contingenti, con la pubblica sicurezza o la salute della collettività: è la rimozione istituzionale, in corso da almeno cinquanta anni, a produrre emergenze locali sempre più gravi. Sino a quando un governo, quale che sia, non deciderà di affrontare il tema, non basteranno chilometri di filo spinato per modificare la percezione di sicurezza dei cittadini e contenere i fenomeni malavitosi connessi alla presenza dei campi nomadi.

Le domande che mi pongo, e che penso molti cittadini si pongano, sono: per quale motivo i ragazzini (nomadi o non nomadi) sorpresi a mendicare, rubare o molestare non vengono allontanati dalle famiglie di origine (nomadi o non nomadi) e affidati a comunità di recupero e di integrazione e perché i genitori non vengono messi nelle condizioni di non poter, almeno temporaneamente, avere voce in capitolo nell’educazione dei loro figli? Perché la pubblica sicurezza non interviene con l’arresto dei responsabili (nomadi o non nomadi) o anche solo con la “bonifica” dei campi? A Tor de Cenci è stimata la presenza di un numero doppio di occupanti rispetto al previsto: chi ha diritto di stare dentro e chi, invece, è abusivo e occupa senza averne titolo? Se ci sono clandestini (nomadi o non nomadi), perché non vengono espulsi? E perché la pubblica sicurezza non garantisce il ripristino della legalità? Quali forze o interessi si oppongono a che le persone oneste (nomadi o non nomadi) possano essere integrate e rispettate e quelle disoneste (nomadi o non nomadi) punite od espulse? Chi sono i rappresentanti dei campi nomadi? Vengono democraticamente eletti dalle rispettive comunità? Se si, sono stati convocati presso l’Osservatorio per la sicurezza e l’integrazione? Se no, perché non si impongono – si, si impongono! – regole democratiche di rappresentanza? Non vorrei che un malinteso senso di solidarietà portasse qualcuno a credere che il ripristino di condizioni di legalità danneggi le popolazioni residenti nei campi nomadi. Campi che non dovrebbero esistere più da molto tempo, dal momento che, un anno si e l’altro pure, l’Italia colleziona condanne dall’Unione Europea in relazione al modo in cui “ospita” Rom, Sinti e Camminanti. E nemmeno vorrei che ancora fosse radicata la convinzione secondo cui la delinquenza (nomade o non nomade) sarebbe figlia della povertà e della marginalità: una goccia di verità in un mare di falsità.

Per concludere - sull’argomento ho già scritto molto in passato e sul sito della Consulta ci sono diversi documenti in merito - non ritengo che muri o fili spinati abbiano qualcosa a che vedere con la tematica dei nomadi. Se si vogliono costruire trincee col reticolato, lo si faccia pure, quando questo serva a rafforzare il senso di sicurezza dei cittadini: non sarà certo il filo spinato a trasformarci tutti in razzisti e xenofobi, ammesso che già non lo siamo, e per l’Europa lo siamo eccome. D’altronde, le spine verrebbero messe intorno alle scuole e non ai campi nomadi: al di là dell’orrore, non vorrei essere nei panni di quei genitori cui toccherà spiegare ai figli perché la scuola che frequentano somiglia ad un bunker e non suggerisce né integrazione né apertura al mondo e al territorio, cioè “e-ducazione” (portare fuori, condurre fuori…). Ma è sempre meglio che cingere di ferro, magari elettrificato, i campi (ne sono certo, non manca molto tempo a questa richiesta).  E tuttavia, rimango convinto di due cose: la prima è che il senso di sicurezza dei cittadini non aumenterà granché ma, anzi, separando e segregando non potrà che crescere la paura, la diffidenza e la richiesta di ulteriori protezioni, portando ad un’escalation – questa si – difficilmente controllabile; la seconda è che non si sarà fatto assolutamente nulla per affrontare la questione nomadi. Il dato certo e incontrovertibile è che il cinismo – non riesco a definirlo diversamente – dei governi nazionali fin qui succedutisi ci procurerà ulteriori condanne in ambito europeo e, tra non molto, sanzioni anche economiche. E a pagarne principalmente le spese saranno i cittadini e i Municipi “di frontiera”, che non possono affrontare un problema che è, prima di tutto, nazionale e politico, e non comunale o municipale. Per quanta buona volontà e impegno sincero possano metterci. Chiudo, Presidente, con le parole che Paolo Flores D’Arcais ha scritto qualche giorno fa su Liberazione: “La democrazia riconosce i diritti degli individui, non delle culture. Il voto per "testa" non per "ordine". Né per famiglia, clan, etnia, congregazione, fede, cultura. E per parafrasare il vecchio Marx (dimenticato puntualmente proprio in ciò che sarebbe attuale), una "cultura" può essere libera senza che siano liberi coloro che vi appartengono [...]” Anche “ […] quel cittadino in formazione che è il minorenne ha diritto alle sue future libertà e all'educazione critica che le rende possibili, e dunque deve essere difeso dalla Repubblica anche rispetto a pretese illiberali della famiglia e relativa "cultura".

In queste parole, cara Presidente, credo ci sia la soluzione anche concreta del problema. Al di là dei fili spinati più o meno comprensibilmente invocati.

Auguri di buon lavoro e cari saluti
 

Fabio Meloni


20 ottobre 2007

Lettera ai Comitati di Quartiere sulla sanità territoriale

Gentili Presidenti,

mi rivolgo a Voi per segnalare la grave situazione che si sta determinando nel territorio del XII Municipio in relazione ai servizi sanitari sia territoriali che ospedalieri.

LA SITUAZIONE DELLA SANITA’ IN XII

E’ cosa nota che nel nostro distretto la sanità territoriale, da dieci anni a questa parte, sia fortemente in crisi, nonostante le capacità e il valore dei professionisti e del personale impiegato: in particolare, al degrado materiale delle strutture si è sommata la totale assenza di investimenti minimi che avrebbero consentito una buona conservazione dell’esistente; inoltre, la mancata implementazione di servizi che già molti anni fa, con una popolazione nettamente inferiore rispetto a quella attuale, erano riconosciuti come urgenti ed indifferibili, ha contribuito ad aggravare il quadro. Se da un lato – tanto per fare alcuni esempi non esaustivi della gravità della situazione – il Consultorio di via Stame – unico per 170.000 abitanti - va incontro ad una decadenza strutturale progressiva o il servizio tossicodipendenze continua ad essere ospitato in container da cantiere edile o, ancora, il Poliambulatorio di Vitinia risulta inaccessibile alle persone disabili (nessuna rampa mobile e nessun ascensore), dall’altro non sono mai stati realizzati un Presidio per le Cure Primarie, o una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) oppure un Centro Alzheimer, malgrado il susseguirsi di innumerevoli progetti in merito – con un costo economico non indifferente - e nonostante l’emergenza a livello demografico, dal momento che le persone con patologie legate alla demenza senile o affette da disturbi cronici sono in costante aumento ed in percentuale più elevata nel dodicesimo municipio rispetto alla media cittadina.

A tutto ciò si è aggiunta, ultimamente, la decisione della Giunta Regionale di declassare il Dipartimento Emergenza e Accettazione dell’ospedale S. Eugenio. In pratica, le emergenze del pronto soccorso che necessitano di prestazioni specialistiche dovranno proseguire la loro corsa almeno fino al San Camillo, con conseguenze facilmente intuibili sia in termini di tempestività degli interventi sia di sovraffollamento.

IL QUADRO GENERALE

Sarete certamente a conoscenza del fatto che la sanità laziale versa in condizioni disperate: il commissariamento è un fantasma che si sta facendo, giorno dopo giorno, sempre più concreto. In tal senso, tagli e risparmi sono necessari ed inderogabili e richiedono la collaborazione e la comprensione di tutti, cittadini compresi. E tuttavia – confortato anche da diverse analisi sul piano di rientro sanitario condotte da autorevoli esponenti del mondo accademico e di quello sindacale – sono convinto che le ragioni principali dell’inefficacia del piano, soprattutto nel medio e lungo periodo, saranno due: 1) la mancata realizzazione di quelle strutture (RSA, week hospital, centri alzheimer, presidi di cure primarie) che consentirebbero di alleggerire fortemente il carico ospedaliero con un notevole risparmio soprattutto nel medio-lungo periodo; 2) la crescita della spesa pubblica per la sanità privata convenzionata, che non è stata sostanzialmente toccata dal piano di rientro. Sanità privata che – beninteso – è una risorsa preziosa e fondamentale, ma che, a differenza del pubblico, può permettersi di “scegliere” i pazienti in base a convenienze di tipo economico, lasciando al pubblico tutto ciò che è “ in perdita”. In tal senso, l’apertura del Policlinico di Trigoria (450 nuovi posti letto, con un investimento di fondi statali nel biennio 2004/2005 di oltre 50 milioni di euro) ha senz’altro qualcosa a che vedere con il degrado (prima) e il declassamento (poi) del DEA del S. Eugenio. Vi è anche una ragione ulteriore, di carattere più marcatamente politico: un governo centrale che riversa costantemente e automaticamente risorse finanziarie aggiuntive su una sanità sempre più collassata – e questo è avvenuto di continuo e indipendentemente dal colore politico dei soggetti in gioco - non favorisce di sicuro una chiara assunzione di responsabilità da parte degli amministratori locali e, anzi, finisce per oscurare sprechi, privilegi e interessi non proprio limpidi: Lady ASL docet.

QUALI CAMBIAMENTI?

Nel corso dell’ultima assemblea della Consulta, tenutasi il 4 ottobre u.s., un autorevole rappresentante della ASL locale ha chiaramente affermato che, soprattutto in relazione a determinate problematiche, solo la mobilitazione organizzata dei cittadini potrebbe portare a mutamenti di rotta nella strategia politica seguita finora; strategia che, purtroppo, sembra orientata a equiparare erroneamente il concetto di “taglio” con quello di “razionalizzazione”: è facilmente intuibile, infatti, che i tagli non comportano, di per sé, né una razionalizzazione né, molto spesso, un risparmio “stabile”, cioè duraturo nel tempo, e che, viceversa, una “razionalizzazione” che generi risparmio non coincide necessariamente con tagli indiscriminati dei servizi. Se è certamente condivisibile l’affermazione secondo cui “La salute dipende da fattori biologici, sociali, economici, ambientali e, in misura minoritaria, dai sistemi sanitari.” e che  Le caratteristiche sociali ed economiche degli individui e della popolazione  sono, in particolare,  i più importanti determinanti della salute.” (ASP Lazio, Informazioni sulla salute della popolazione, Roma 2001 – 2005; Guida alla Lettura) è altrettanto vero che la sanità pubblica romana vive da troppi anni uno stato di degrado sempre più avanzato e senza che ciò abbia comportato alcun vantaggio almeno per le tasche dei cittadini. La sanità produce un debito spaventoso e i cittadini non hanno guadagnato né libertà di scelta per le cure né informazione adeguata. L’Euro Health Consumer Index, la classifica annuale dei sistemi sanitari nazionali europei, considerati sotto cinque aspetti fondamentali per i consumatori: i diritti e l’informazione dei pazienti, i tempi di attesa per trattamenti comuni, i risultati delle terapie, la generosità del sistema e l’accesso ai farmaci, per il 2007 ha assegnato al sistema sanitario nazionale italiano il diciottesimo posto in classifica su 29 Paesi. In altre parole, sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità consideri quello italiano il secondo migliore sistema sanitario nazionale al mondo - e ciò è sicuramente vero - dal punto di vista del cittadino consumatore e utente la soddisfazione, l’efficacia e l’efficienza crollano.

LE TRE PROPOSTE PER IL TERRITORIO

Tutto ciò premesso, rivolgo a Voi, in quanto Presidenti di Comitati di Quartiere e, dunque, certamente in contatto con un grande numero di cittadini, l’invito a concentrare le energie e gli sforzi su almeno tre questioni assolutamente centrali per il territorio e per la salute delle persone che vi risiedono:
 

1) la petizione per annullare il declassamento del S. Eugenio, con l’obiettivo di raggiungere almeno 5000 firme in tre mesi; la petizione si può firmare online a questo indirizzo: http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio

E’ anche possibile scaricare, sempre allo stesso indirizzo, il modulo per la raccolta firme in cartaceo. L’obiettivo di questa iniziativa è di mantenere inalterata la risposta alle emergenze in un quadrante cittadino che accoglie pazienti provenienti anche da tutto l’hinterland e oltre.

2) l’organizzazione di iniziative opportune per ottenere la realizzazione della Residenza Sanitaria Assistenziale, che è un presidio di fondamentale importanza soprattutto per le persone anziane e sole. Il progetto esiste - ormai definitivo - la sede anche (la ex Casa della bambina Giuliano Dalmata) ma tutto è fermo da oltre dieci anni. L’obiettivo è la riduzione della domanda di posti letto ospedalieri e una migliore allocazione delle risorse destinate all’assistenza. Le Rsa sono strutture di accoglienza che permettono all’assistito di vivere un ambiente vicino a quello domestico, con una maggiore presenza delle persone care, un’assistenza più adeguata alla tipologia necessaria al paziente ed un costo decisamente minore rispetto al posto letto ospedaliero o in casa di cura. In media, un posto in casa di cura costa quasi quanto tre posti di Rsa.

3) la realizzazione, nei locali del terzo ponte di via Silone – già ristrutturati e predisposti da circa un anno - del Presidio Integrato di Cure Primarie, vera e propria “Casa della Salute” specificamente orientata alla cura delle cronicità. Anche in questo caso l’obiettivo è la riduzione della domanda di posti letto e prestazioni ospedaliere, migliorando non solo l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure ma anche la relazione medico – paziente.

Tali obiettivi – come si può facilmente intuire - non sono in contrasto con una logica di rientro dal deficit ma, al contrario, perseguono lo scopo di fornire servizi migliori ai cittadini ad un costo minore di quello attualmente sostenuto, suggerendo alla parte politica che all’equazione “taglio = risparmio” andrebbe affiancata anche quella: “razionalizzazione = risparmio”. Si tratta di tre obiettivi “di minimo”, largamente condivisibili e capaci di aggregare un gran numero di cittadini. Sono ovviamente disponibile per chiarimenti, suggerimenti, proposte, controproposte e critiche in merito a quanto sin qui affermato. Mi scuso per la lunghezza di questa lettera ma la complessità degli argomenti trattati necessitava della massima chiarezza. Allego alla presente, per praticità, il testo della petizione per il DEA del S. Eugenio e il modulo per la raccolta firme in cartaceo (per chi non volesse o potesse aderire attraverso il sito internet sopra indicato).

Vi ringrazio dell’attenzione e, certo della Vostra collaborazione, rimango in attesa di un gradito riscontro. 

Cordiali Saluti

Fabio Meloni



20 ottobre 2007

Commento/ Se l'ospedale piange, il territorio non ride

E’ del periodo ferragostano la notizia che il Dipartimento Emergenza e Accettazione del S. Eugenio è stato declassato dal II al I livello. Scarsissima l’informazione in merito, fatta eccezione per qualche trafiletto tra la seconda e la terza settimana di agosto nelle cronache locali di alcuni quotidiani. Il declassamento del DEA comporta la soppressione delle prestazioni specialistiche legate all’emergenza e avrà come probabile effetto un sovraccarico di altri DEA di secondo livello presenti in città. In pratica, la corsa delle ambulanze proseguirà dal S. Eugenio al S. Camillo. Il territorio del XII Municipio perde un servizio importante ma, in realtà, è l’intero quadrante sud ovest della città a subire il colpo. La Consulta Socio Sanitaria, all’inizio di settembre, ha lanciato una petizione popolare per chiedere alla Giunta Regionale di rivedere la sua decisione; il Municipio XII ha espresso preoccupazione per il declassamento del DEA ed anche la ASL RM C ha tentato di opporsi al provvedimento, ma sinora non si è ottenuto alcun risultato, mentre fonti attendibili parlano di impresa disperata, se non impossibile.

Nessuno dubita del fatto che la sanità laziale sia in condizioni, soprattutto economiche, pressoché tragiche. Debiti per miliardi di euro, carenze strutturali preoccupanti, sprechi un po’ ovunque, gestione irrazionale, inefficace ed inefficiente di molte risorse. Nessuno ha l’impudenza di opporsi ad un piano di rientro che non può che essere, vista la situazione, di lacrime e sangue e che, prevedibilmente, mancherà in parte gli obiettivi. Ma se questo è vero, per quale motivo la maggior parte delle ASL non ha ancora messo in atto quelle iniziative (week hospital, presidi per le cure primarie, RSA, ospedali di comunità) che rappresentano una risorsa strategicamente fondamentale di fronte alla necessità di deospedalizzazione e, quindi, di risparmio? Per quale motivo, invece, con una sanità pubblica sull’orlo del baratro, nascono e vengono generosamente finanziati - nonché pubblicamente convenzionati - nuovi enormi centri privati dotati di centinaia di posti letto come, ad esempio, il nuovo Policlinico di Trigoria annesso al Campus Biomedico? Se le parole d’ordine sono risparmio e razionalizzazione perché tutto si riduce ad un taglio dei posti letto che riguarda unicamente la sanità pubblica? Nella logica - e nella pratica - del piano di rientro, ci sono troppi buchi neri che i cittadini – ma forse non solo i cittadini – fanno fatica a capire. E quando si fa fatica a capire, quando nessuno spiega - perché non sente il dovere di farlo - quando il profumo dell’ottimismo comincia a diventare fastidioso olezzo di propaganda nascono inevitabili sospetti. La lettura dei giornali, d’altronde, lascia poco – o molto - spazio all’immaginazione: i sindacalisti, implacabili, accusano i direttori delle ASL di fare i furbi; questi, a loro volta, piangono miseria e accusano i politici di scarso senso pratico – di essere, cioè, o buoni a nulla o capaci veramente di tutto – ma gli stessi politici, in modo inimitabile, sparano nel mucchio di quei manager che loro stessi hanno scelto, lamentandone inefficienze e inoperosità. Nello scaricabarile quotidiano l’unico elemento di stabilità sono i nomi dei protagonisti: sempre gli stessi. Una noia mortale, un vero attentato – questo si – alla salute pubblica. Al di là della propensione cabarettistica di alcuni dei protagonisti, però, i fatti sono altri e, di solito, non riempiono lenzuolate di giornali. Nel distretto XII della ASL RM C non esiste una RSA ma sopravvive, invece, il relativo progetto che viene fatto e disfatto da almeno quindici anni: Penelope a confronto era una dilettante; il SERT accoglie i tossicodipendenti, come terremotati, nei container; l’unico Consultorio (per quasi 200.000 abitanti) è in condizioni strutturali disperate; non si riesce ad aprire un servizio per i disabili adulti; lo screening mammario – oramai sospeso con modalità poco chiare - è un fantasma che non ha mai prodotto né dati né rapporti attendibili, cioè controllabili e verificabili; ci sono poliambulatori ancora non accessibili alle persone disabili (ma anche alle donne incinta o agli anziani); il presidio integrato di cure primarie – quello che avrebbe dovuto essere una delle prime “Case della salute”, orgoglio e vanto, a parole, del Ministro Turco – non viene finanziato dalla Regione: in questa palude, a cui è sconosciuta persino la dinamicità delle sabbie mobili che, perlomeno, talvolta qualcosa la ingoiano, l’unica novità di rilievo degli ultimi anni – regnante, cioè, Lady ASL - è stata l’apertura di un nuovo Consultorio, peraltro a mezzo servizio. Al di là di tutti i proclami e degli scambi di accuse quotidiani secondo copione, questa è la realtà. La delusione e la frustrazione incombono; le elezioni regionali non ancora, ma il commissariamento è alle porte.

Fabio Meloni



20 ottobre 2007

TEAM PER L'EDUCAZIONE SESSUALE AGLI ADOLESCENTI

PRESENTAZIONE DEL
PROGETTO DI COORDINAMENTO
PER L'EDUCAZIONE SESSUALE
NEL MUNICIPIO XII


23 OTTOBRE 2007

SALA ROTONDA DISTRETTO XII
VIA MAROTTA 11


ORE 16.30

INTERVENGONO:

Dott.ssa Elisabetta Paccapelo
Dott. Antonio Paone
Dott. Rosario Mete
Dott. Giuseppe Milone
Dott. Alberto De Filippis
Dott. Massimo Gasperini
Dott.ssa Patrizia Magliocchetti
Dott.ssa Rita Santodonato




14 ottobre 2007

NUOVO INDIRIZZO

Questo sito è ora raggiungibile anche all'indirizzo:


www.consultasociosanitaria.it





6 ottobre 2007

PETIZIONE: CONTRO IL DECLASSAMENTO DEL DEA DEL S. EUGENIO




Il DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) dell'Ospedale S. Eugenio e' stato declassato da secondo a primo livello: ci saranno meno prestazioni e meno servizi per i cittadini proprio mentre nello stesso presidio sono imminenti i lavori per potenziare la risposta alle emergenze.

Il declassamento del DEA del S. Eugenio, unico di secondo livello in questo quadrante urbano, e' stato deliberato dalla Giunta Regionale (Del.n 420 del 12 giugno) e coincide, curiosamente, con l'entrata in funzione del policlinico Campus Biomedico di Trigoria. In seguito alla Delibera, il DEA del Sant'Eugenio non potra' piu' fornire le prestazioni di alta specialita' legate all'emergenza (ad es.: cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale, chirurgia vascolare, chirurgia toracica).

Preso atto di ciò, la Consulta Socio Sanitaria del Municipio XII e i sottoelencati cittadini:
- esprimono ferma contrarieta’ alla delibera della Giunta Regionale di declassare il DEA dell'Ospedale Sant'Eugenio;
- protestano vivamente contro tale ennesima decisione, riguardante l'assetto e la funzionalita' dei servizi sanitari sul territorio, orientata, ancora una volta, alla contrazione e alla riduzione di risorse e di servizi, sia a livello di sanita' territoriale che ospedaliera;
- chiedono che tale declassamento venga revocato immediatamente e senza indugio.



AVVERTENZE PER IL BUON ESITO DELLA PETIZIONE:

Per il buon esito di questa petizione e' necessario che ogni persona che decide di firmare inoltri, via email, la segnalazione della petizione ad almeno altre tre persone, possibilmente residenti o lavoratori nel territorio del XII Municipio.
Basta inviargli una mail copiando e incollando l'indirizzo della pagina in cui è ospitata la petizione: http://www.ipetitions.com/petition/santeugenio/
Grazie!


5 ottobre 2007

SPECIALE ELETTROMAGNETISMO: il manuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità




Allo scopo di fornire un contributo informativo alla popolazione su natura ed effetti dell'elettromagnetismo, la Consulta Socio Sanitaria propone un manuale originariamente pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2002, in lingua inglese con il titolo 'Establishing a Dialogue on Risks from Electromagnetic Fields'. L'Istituto Superiore di Sanità ne ha curato la versione italiana.
Il Manuale, scritto con un linguaggio semplice ed accessibile e di dimensioni ridotte, può essere scaricato cliccando sulla figura.



4 ottobre 2007

ANTENNA FONTE MERAVIGLIOSA: revocato il nulla osta


I
l DIpartimento XX del Comune di Roma ha definitivamente revocato la concessione del nulla osta all'edificazione dell'antenna per telefonia mobile sita in via Meldola in località Fonte Meravigliosa. Qui il testo della revoca.





4 ottobre 2007

DEMOCRAZIA E LIBERTA' IN BIRMANIA: la Consulta Socio Sanitaria aderisce alla campagna internazionale


Free Burma!


2 ottobre 2007

ASSEMBLEA DELLA CONSULTA: 4 OTTOBRE 2007


Il giorno 4 Ottobre 2007, giovedì, è convocata alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare del Municipio XII (Viale Ignazio Silone, I Ponte), l’Assemblea della Consulta Socio Sanitaria, con il seguente ordine del giorno:

-    Aggiornamenti sullo stato dei servizi sanitari nel territorio municipale.
-    Situazione emergenze per ambiente e salute nel territorio municipale.
-    Varie ed eventuali.
   
La cittadinanza è caldamente invitata a partecipare.




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26 settembre 2007

FESTA DELLA SOLIDARIETA' - 6 OTTOBRE 2007


17 settembre 2007

GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER: 19 SETTEMBRE 2007

 
19 SETTEMBRE 2007

Campidoglio
Sala della Protomoteca

CONVEGNO

in occasione della

GIORNATA MONDIALE ALZHEIMER

organizzato da

Società Italiana di Gerontologia e Geriatria
Associazione Italiana di Psicogeriatria
Associazione Alzheimer Uniti
Comune di Roma Assessorato alle Politiche Sociali e alla promozione della salute

con il Patrocinio di

Ministero della Salute
Ministero della Solidarietà Sociale
Regione Lazio
Provincia di Roma


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S.O.S. 800440022
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Regina Elena - San Gallicano

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FIVOL
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Legge 328/2000
Legge 383/2000
Legge Regionale 29/93

Agenzia Sanità Pubblica
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Newsletter Sanità Regione

Legge 194/1978
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Il Centro Studi Virtuale è una
nuova iniziativa della Consulta
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 SEGNALAZIONI

Utilizza questi indirizzi per segnalare alla Consulta Socio Sanitaria casi ed episodi di malfunzionamento dei servizi sanitari, territoriali e ospedalieri, e dei servizi sociali. Ci faremo carico di inoltrare quanto dichiarato agli uffici competenti, sollecitando risposte adeguate.

Malasanità
Servizi Sociali


 MATERIALI/LINK

Legenda:
(: Numero Verde
ACT: Agenzia Com. Tossic.
DCR: Dipart. Comune Roma
ISS: Istituto Sup.
Sanità
MPO: Min. Pari Opportunità

I link indicati in questa sezione sono, per quanto possibile, territoriali. Nei casi di assenza di centri territoriali adeguati, si fa riferimento a strutture cittadine, regionali o nazionali di particolare importanza o interesse. Sono gradite eventuali segnalazioni di servizi esistenti ma non presenti in elenco o di errori, malfunzionamenti e disagi legati a quelli indicati.


AIDS
Lila Lazio
ISS 800861061(

Alcolismo
ISS 800632000(

Alzheimer
A. U. 065915306( 
DCR 800915379(
E-books
Centro di Ricovero - RSA
Centri Alzheimer

Anziani
Centri Anziani in XII
Centri Diurni in XII
INPS on line
Manuale per familiari di persone affette da demenza
Guida: a casa da anziani
TeleAssistenza
Sportello Tutela

Amministr. di Sostegno
Chi è
Legge 06/2004
Modulistica

Bullismo
800669696
(

Gioco d'azzardo
Sportello Comune Roma
800997750(

Infanzia
DCR 800048048(
Centro Pollicino
Malattie rare pediatria
Mendicità Infantile

Salute Mentale
800298298(

Sessualità
800713713
(
Circolo Mario Mieli
Arcigay
Arcilesbica
Di'GayProject
Arcitrans

Tratta prostituzione
DCR 800290290(

Terapia del dolore
800571661(

Tossicodipendenze
ACT 800272727(
Agenzia Comunale Tossicodip.
Servizi a Roma
SERT a Roma
Villa Maraini

Tumori
800422412(
S. Eugenio
S. Eugenio: Oncologia Medica
Campus Biomedico
Regina Elena - S.Gallicano
Centro "La mela blu"


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ANTHAI
ARCAT
ARCI SOLIDAR. LAZIO
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COOP. MAGGIO 82
COOP. AGAPE
DONNE SPI CGIL
FARMACAP
GLI ARGONAUTI
GOCCE VERDI
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IGEA
L'ANCORA 95
LA CITTA' DI TUTTI
LIFE
MOVIDA
OLTRE IL 2000
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SPI CGIL ROMA SUD
FNP CISL
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